52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

Pressioni polmonari e mortalità nella insufficienza cardiaca


Uno studio si è posto l’obiettivo di verificare tra i pazienti di una comunità con insufficienza cardiaca se la pressione sistolica dell'arteria polmonare ( PASP ) valutata mediante ecocardiografia Doppler fosse associata alla mortalità e a una migliore previsione del rischio, rispetto ai fattori stabiliti, che fanno uso del miglioramento della discriminazione integrata e della riclassificazione netta.

Anche se diversi studi si sono concentrati sulla ipertensione arteriosa polmonare idiopatica, si sa meno riguardo alla ipertensione polmonare tra i pazienti con insufficienza cardiaca, in particolare sul suo valore prognostico nella comunità.

Tra il 2003 e il 2010, i residenti di Olmsted County con scompenso cardiaco sono stati sottoposti a valutazione prospettica della frazione di eiezione, funzione diastolica e pressione sistolica della arteria polmonare mediante ecocardiografia Doppler.

La pressione sistolica della arteria polmonare è stata registrata in 1.049 pazienti su 1.153 ( età media 76 anni, 51% donne ).
La pressione sistolica della arteria polmonare mediana era di 48 mmHg ( dal 25° al 75° percentile: 37.0-58.0 ).

Ci sono stati 489 decessi dopo un follow-up di 2.7 anni.

E’ stata riscontrata una forte associazione positiva tra pressione sistolica della arteria polmonare graduata e la mortalità.

L’aumento della pressione sistolica dell'arteria polmonare è stato associato a un aumentato rischio di morte ( hazard ratio, HR=1.45 per il terzile 2; HR=2.07 per il terzile 3 vs terzile 1), indipendentemente da età, sesso, comorbidità, frazione di eiezione e funzione diastolica.

Aggiungendo la pressione sistolica della arteria polmonare a modelli che comprendono queste caratteristiche cliniche si è registrato un aumento del c-statistico da 0.704 a 0.742 ( p=0.007 ), un aumento del miglioramento di discriminazione integrata del 4.2% ( p minore di 0.001 ) e un miglioramento di riclassificazione netta del 14.1% ( p=0.002 ), indicando che la pressione sistolica della arteria polmonare ha migliorato la previsione di mortalità rispetto ai fattori prognostici tradizionali.

Alle stesse conclusioni si è giunti anche per la mortalità cardiovascolare.

Dallo studio è emerso che, tra i pazienti di comunità con scompenso cardiaco, la pressione sistolica della arteria polmonare predice fortemente il decesso e fornisce informazioni prognostiche aggiuntive e clinicamente rilevanti, indipendentemente dagli esiti dei predittori noti. ( Xagena2012 )

Bursi F et al, J Am Coll Cardiol 2012; 59: 222-231

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