52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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Associazione Silvia Procopio

Effetti della terapia di resincronizzazione cardiaca sulla morbidità e mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica


La terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT ) con o senza un defibrillatore riduce la morbilità e la mortalità nei pazienti selezionati con insufficienza cardiaca, ma la risposta può essere variabile.
Uno studio ha cercato di identificare le variabili pre-impianto che predicono la risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca in una meta-analisi utilizzando i dati dei singoli pazienti.

E’ stata condotta una meta-analisi di cinque studi randomizzati, che hanno confrontato la terapia di resincronizzazione cardiaca con nessun dispositivo attivo o con un defibrillatore, che ha preso in considerazione le seguenti variabili di base: età, sesso, classe NYHA, eziologia, morfologia del QRS, durata del QRS, frazione di eiezione ventricolare sinistra ( FEVS ), e pressione sistolica.

Gli endpoint erano rappresentati dalla mortalità per qualsiasi causa e dalla prima ospedalizzazione per insufficienza cardiaca o decesso.

Dei 3.782 pazienti in ritmo sinusale, di età mediana 66 anni, durata del QRS di 160 ms, FEVS pari a 24%, il 78% presentava blocco di branca.

Un modello multivariato ha indicato che solo la durata del QRS era in grado di predire la grandezza degli effetti della terapia di resincronizzazione cardiaca sugli endpoint.

Un’ulteriore analisi ha prodotto hazard ratio stimati per l'effetto della terapia di resincronizzazione sulla mortalità per tutte le cause e il composito di prima ospedalizzazione per insufficienza cardiaca o di morte, indicando un accresciuto beneficio con l'aumentare della durata del QRS, limiti di confidenza del 95% che hanno escluso 1.0 a circa 140 ms per ciascun endpoint, suggerendo una elevata probabilità di sostanziale beneficio da parte della terapia di resincronizzazione cardiaca quando la durata del QRS supera questo valore.

Dallo studio è emerso che la durata del QRS è un potente predittore degli effetti della terapia di resincronizzazione sulla morbilità e mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica e disfunzione sistolica ventricolare sinistra che sono in ritmo sinusale.
La morfologia del QRS non ha fornito ulteriori informazioni sulla risposta clinica. ( Xagena2013 )

Cleland JC et al, Eur Heart J 2013; 34 : 3547-3556

Cardio2013



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