Aggiornamenti in aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Associazione tra fumo, apnea del sonno, e alcalosi plasmatica con aritmie ventricolari notturne negli uomini con insufficienza cardiaca sistolica


Il numero elevato di morti improvvise a causa di tachiaritmie ventricolari resta una delle principali cause di modalità nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica.

Uno studio ha determinato l'associazione delle aritmie ventricolari notturne nei pazienti con la insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione.

È stato inserito un gran numero di fattori di innesco fisiopatologici per identificare potenziali target della terapia per ridurre l'elevata incidenza persistente di morte improvvisa in questa popolazione nonostante il trattamento contemporaneo.

86 pazienti di sesso maschile con insufficienza cardiaca con bassa frazione di eiezione ventricolare stabile ( minore o uguale al 45% ) sono stati sottoposti a polisonnografia assistita per tutta la notte e registrazioni Holter simultanee.

I pazienti sono stati divisi in gruppi in base alla presenza o assenza di coppiette ( eccitazioni ventricolari premature appaiate ) e tachicardia ventricolare ( almeno tre eccitazioni ventricolari premature consecutive ) durante il sonno.

Nella analisi di regressione multipla, quattro variabili ( status di fumatore, aumento del numero di risvegli, alcalinità del plasma e anzianità ) sono state associate con tachicardia ventricolare e due variabili ( indice di apnea-ipopnea e bassa frazione di eiezione ventricolare destra ) sono state associate a coppiette durante il sonno.

In conclusione, è possibile ipotizzare che l'interruzione del fumo, un trattamento efficace della apnea del sonno e della alcalosi plasmatica potrebbero complessivamente ridurre l'incidenza di tachiaritmie ventricolari notturne e il conseguente rischio di morte improvvisa, che resta alto nonostante l'uso di beta-bloccanti. ( Xagena2012 )

Javaheri S et al, Chest 2012; 141: 1449-1456

Cardio2012



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